Meridiana. 107, 2023. Scuola

Testata: Meridiana • Anno di pubblicazione: 2023
Edizione cartacea
pp. 224, ISBN: 9791254694909
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PDF • 9791254694916
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Questo numero monografico è un invito collettivo a riaprire un campo di riflessione sui modi in cui è possibile pensare e praticare l’educazione in forme «altre», dentro e fuori i contesti istituzionali, accogliendo la molteplicità, la varietà, la complessità e l’ambivalenza degli spazi e dei tempi che abitiamo. Un invito reso urgente dal fatto che il campo educativo sta assistendo all’invisibilizzazione di saperi e sperimentazioni che hanno provato a immaginare l’educazione a partire da orizzonti di significato alternativi a quelli che oggi dominano il discorso pubblico. Un discorso che appare sempre più ancorato a saperi e pratiche che strumentalizzano lo spazio educativo come campo di accumulo di competenze da usare nell’infinita corsa alla competitività e che assume acriticamente il linguaggio del ritardo, dell’incompletezza, della povertà educativa, per definire i soggetti sociali e i territori che non sono al passo con obiettivi e indicatori di «successo» definiti unilateralmente dalle nuove forme di governo nazionale e globale dell’educazione.

In questo contesto, il volume prova ad aprire uno squarcio sull’apparente inevitabilità di questo modo di pensare e praticare la scuola e l’educazione assumendo uno sguardo «da Sud». Un Sud geografico, quello italiano (che è un «Sud nel Nord»), che però viene inteso come un posizionamento sociale ed epistemico che altre tradizioni di ricerca hanno designato con le categorie della subalternità, dell’oppressione, del dominio, del margine. Una postura di confine dunque, di limite, di lontananza dal centro da cui, come ci ricordava la scrittrice, femminista e attivista statunitense bel hooks, è possibile articolare il senso per «vederci meglio», ossia per comprendere più pienamente la cifra del modello dominante, e per elaborare alternative. I contributi presentati nel volume, da un lato, rendono visibili i modi e i mezzi attraverso cui le epistemologie dominanti producono e presentano conoscenze, ricerche, contesti e metodologie specifiche sulla scuola e l’educazione come inesistenti, invisibili, radicalmente inferiori o pericolose; dall’altro «danno voce» alle forme emergenti di esperienze anti-egemoniche e di contro-narrazioni che provano invece a re-immaginare gli spazi, i tempi e le soggettività della scuola a partire da un’idea radicale di cambiamento. Dialogando con la prospettiva della decolonialità, i saggi che compongono questo fascicolo di «Meridiana» propongono così letture innovative in termini di campi empirici, prospettive teoriche e metodologiche accomunate dal tentativo di superare quella condizione di impotenza riflessiva efficacemente descritta da Mark Fisher come l’incapacità di immaginare alternative a un modello (educativo, di scuola e di università) di cui i saperi sociologici, pedagogici e antropologici sono pur capaci di descrivere accuratamente i costi psichici e sociali. Ciò a partire dal riconoscimento della dimensione etico-politica del fare ricerca e, dunque, dalla necessità di mettersi al servizio delle soggettività e dei territori che vivono diverse forme interconnesse di oppressione a partire da una posizione di retroguardia. Una posizione tesa a favorire l’auto-riflessione delle soggettività in lotta (più o meno esplicita) con le strutture e le istituzioni che causano processi di violenza sia materiale che simbolica, e che si impegna a facilitare la traduzione e il dialogo tra diverse forme di saperi e conoscenze, di accompagnare i processi di trasformazione sociale attraverso un lavoro che è al contempo politico, di ricerca e pedagogico.

Per un’educazione meridiana: sguardi da Sud
Emanuela Spanò, Marco Romito, Marco Pitzalis

For a Meridian Education: Views from South

In this contribution, we embark on a twofold exploration. First, we elucidate how the process of constructing the Italian school field has been characterized by the North-South divide, and we deconstruct the Southern question as a framework that objectivized and sub- jectivised the South. Secondly, we describe how a reading of the Souths through the lens of deficit has been rearticulated within a global framework shaped by the neoliberal paradigm and by the introduction of instrument of standardization of the educational field. Finally, we propose a significant epistemological shift by advocating for an open dialogue with the decolonial perspective. This approach serves a dual purpose: to make visible how dominant epistemologies produce specific knowledge on education as non-existent, and to give voice to emerging forms of anti-hegemonic experiences and educational counter-narratives.

Keywords: Southern question; Decolonial epistemologies; Neoliberal governance of education


Alla ricerca del pensiero meridiano nelle politiche della scuola in Italia
Paolo Landri

Looking for Meridian Thought in School Policy in Italy

The future of schooling is becoming a contested terrain with diverse and sometimes competing alternatives. By drawing on Cassano’s Meridian Thought, this article will focus on the current and the imagined future scenarios of school policy, by analysing some key documents (the Recovery Plan) and books on educational policies in Italy. The investigation illustrates how the future of schools in Italy is firmly thought in the coordinates of calculative reason and of a neo-liberal agenda. Little space is left for the creative and independent engagement of the schools and for a diverse representation of the schools of the South that are thought as permanently failing and in deficit.

Keywords: Meridian thought; Acceleration; Network; School of the South


Chi è dentro e chi è fuori? Usare l’approccio decoloniale per ripensare le politiche pubbliche di inclusione e dispersione scolastica
Francesca Peruzzo

Who’s in and Who’s Out? Using a Decolonial Approach to Rethink Inclusion and Drop-Out Education Policies

In this context, I rethink how policies designed to prevent school dropouts and promote inclusion tend to regulate students that do not comply with a certain norm. I argue that this approach is fundamentally rooted in a capitalist and colonial shaping of schools as state institutions. Framing the analysis through governmentality and decolonial studies, I draw upon ethnographic data collected in an organisation in the South of Italy, and I present it as a reality in which pedagogies and communities can re-do inclusive education, overcoming policy divisions and categories typical of the modernist and normalising education project, interrupting policy reformulations of exclusions along racist, ableist and classist descriptors.

Keywords: Inclusion; Drop-out; Decolonisation; Education policy


Una scuola popolare per le donne: radici, immaginari e pratiche
Fulvia Antonelli

A Popular School for Women: Roots, Imaginaries and Practices

The article aims to trace a link between the experiences of the popular school of the 1960s and 1970s, that of the 150-hour school, passing through the theories on lifelong learning, up to the establishment of the CPIA (Adult Education Centers), analyzing the economic, social and cultural dimensions of the construction of knowledge and the paths of political subjectification in adult education. The itinerary ends with the ethnographic account of an experience, the Scuola delle donne del Pilastro, in which today we reflect on the possibility of recovering the political and cultural value of popular schools.

Keywords: Working class; 150 hours; Lifelong Learning; Female migrant


L’umano, la tecnica, la formazione. Note sulla pedagogia critica nelle società delle piattaforme
Mario Pireddu

Humanity, Technology, Education. Notes for a Critical Pedagogy in Platform Societies

The relationship between educational institutions and technology has given rise to different schools of thought, practices and policies. These opposing views range from essentialist and reductionist approaches to the integration of multicodicality in everyday practices. Communicative, relational and knowledge production forms are increasingly reliant on datafication and platformization. This trend has over time, and continues to impact the realms of epistemology, semiotics, anthropology, pedagogy, teaching, and methodology. The theoretical and operational proposals tied to the domain of critical pedagogy prove invaluable in comprehending how the contemporary infosphere operates and the implications of interpreting reality through an informational lens.

Keywords: Learning; Technology; Knowledge; Critical pedagogy


La sfida (mancata) della sociologia dell’infanzia in Italia. Ritardi e potenzialità di una prospettiva «dal» margine
Caterina Satta

The (Failed) Challenge of the Sociology of Childhood in Italy. Delays and Potential of a Perspective «from» the Margin

The emergence of the new sociology of childhood took place during the late 1960s, primarily in English and U.S. contexts, driven by a deconstructive vocation with respect to all the theoretical assumptions and social constructs that dominate the field of childhood. However, in the Italian sociological scene children are still marginal subjects and their position is predominantly incorporated within the main agencies of socialization, families and schools, through the legitimized voices of parents and teachers. This proposal intends to investigate the reasons for this delay in Italy, highlighting the potential of this interpretive perspective in reviewing experiences and manifestations of the «out of norm» children beyond an adultist frame «from the North».

Keywords: Childhood; Sociology of childhood; Postcolonial studies; Children’s voices


Critical Education in Southern Europe
Peter Mayo

This paper offers insights into Critical Education in the context of Southern Europe and the Mediterranean region. It delves into various significant key issues such as rhythms of life and congenial educational systems, the contributions of Southern Europe and the Mediterranean to learning, knowledge, and the social sciences, as well as the pressing matters of environmental sustainability and migration.

Keywords: Rhythms of Life; Colonialism; Communal; Migration; Critical pedagogy


Immigrati e sfruttati. I lavoratori agricoli stranieri in Toscana
Fabio Berti, Chiara Davoli, Riccardo Franchini, Caterina Francesca Guidi, Andrea Valzania

Migrant and Exploited. The Foreign Agricultural Workers in Tuscany

Labour exploitation of foreign agricultural workers is a widespread phenomenon in many Italian regions. This exploitation manifests itself not only through totally illicit practices but also through more veiled forms of grey and undeclared labor as contractual irregularities. This paper aims to present the results of a qualitative research carried out in Tuscany between 2021 and 2022 and to analyse the working and living conditions of migrant workers in the agricultural sector, the exploitation dynamics and the awareness level of the phenomenon.

Keywords: Migrant workers; Labour exploitation; Agricultural labour; Tuscany


L’imperativo dell’autonomia: contraddizioni e insidie
Antonella Meo

The Autonomy Imperative: Contradictions and Pitfalls

The article challenges the established interpretations of personal autonomy, asserting that it can serve as a valuable lens for understanding contemporary society. In the article several reflections are provided on the implications and declinations of the topic, focusing on its paradoxes and ambivalences. The analysis starts from a specific field of observation, namely poverty and its contrast, and subsequently expands into broader considerations. In its prevalent declinations of independence and self-sufficiency, the concept encapsulates arguments that connote contemporary capitalism or the «performance society». By highlighting the pitfalls of such a conception, the article advocates for a redefinition of the concept in the meaning of interdependence.

Keywords: Autonomy; Agency; Activation; Social policies