Novecento.org. n. 20, dicembre 2023.

Testata: Novecento.org • Anno di pubblicazione: 2023
Edizione cartacea
pp. , ISBN: 9791254695371
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Edizione digitale

La Russia tra XX e XXI secolo: una breve ricostruzione storica
Andrea Borelli

Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte dell’esercito della Federazione russa, consumatasi il 24 febbraio 2022, si rende necessario da parte del mondo scolastico e universitario l’impegno ad offrire agli studenti e alle studentesse strumenti in grado di favorire la comprensione delle complesse vicende che si dipanano oggi in Europa. Il “ritorno della guerra” nel vecchio continente non è solo un argomento di interesse per gli addetti ai lavori, ma pure uno snodo cruciale nella vita degli europei capace di plasmare il presente e il futuro delle nuove generazioni. Come siamo arrivati a questo punto? Chi è Vladimir Putin? Cosa pensa la popolazione russa di lui? La Russia è una democrazia? Perché Putin ha deciso di invadere l’Ucraina? Sono tutte domande che più volte mi sono state rivolte in questi mesi durante le iniziative scolastiche a cui ho partecipato. Domande che meritano risposte non banali in modo da non dare agli studenti una visione edulcorata dei processi storici. Ecco, perciò, che nel tentativo di andare oltre le semplicistiche narrazioni che dominano il dibattito pubblico italiano si propongono qui alcuni approfondimenti sulla storia della Russia a cavallo tra XX e XXI secolo che gli insegnanti potranno utilizzare qualora lo ritenessero opportuno. L’articolo è diviso in piccoli paragrafi che possono essere usati per singoli focus oppure in modo snello per un’unica lezione.


L’Ucraina fra Russia ed Europa. Una sovranità ipotetica o ipotecata?
Giulia Lami

L’Ucraina è un paese con molteplici identità, perché la sua storia è contrassegnata dal fatto di essere sempre stata parte di insiemi più grandi o, per meglio dire, perché “le terre ucraine” sono sempre state inserite nel corso dei secoli in formazioni statuali maggiori, molto diverse le une dalle altre e da questo deriva che anche l’Ucraina attuale è portatrice di identità diverse, di problemi diversi. L’autrice prova a ripercorrere la storia del Paese per fornire un utile chiave di lettura per capire sia le ragioni profonde della guerra di oggi, sia le dinamiche attraverso le quali la propaganda utilizza (e spesso mistifica) la storia.


Il conflitto russo-ucraino e i rapporti tra Nato e Federazione russa: una prospettiva storica
Simone Paoli

L’articolo mira a tracciare una panoramica storica del suo complesso rapporto con Mosca, cercando di inquadrare l’invasione russa dell’Ucraina all’interno di una più lunga e ampia dinamica storico-internazionale. I rapporti tra NATO e Unione Sovietica (URSS) e, poi, soprattutto, tra NATO e Federazione Russa non sono naturalmente l’unico prisma attraverso cui leggere il conflitto russo-ucraino; essi sono, tuttavia, una chiave di lettura senza la quale è impossibile comprendere le ragioni, lo stato e le possibili evoluzioni di una guerra che sta già segnando un’epoca.


Videogiocare la storia tra Public History, usi pubblici e didattica. Introduzione al dossier
Igor Pizzirusso

Introduzione al dossier “Videogiochi, storia e rapporto con il pubblico: MOD, forum, social network”, in cui l’autore fornisce una rapidissima panoramica sul rapporto tra industria videoluduca e ambito culturale-scientifico, per poi soffermarsi maggiormente sui possibili usi pubblici e didattici del videogames. In chiusura viene descritto a grandi linee il contenuto del dossier.


Le mod e il loro uso tra storia, usi pubblici e politici, trasgressione
Andres Moles e Cristiano Rossi

Nel variegato mondo del modding digitale, è possibile imbattersi in modifiche che possono riguardare tematiche tra le più svariate e bizzarre. Partendo da semplici memes, passando per omaggi alla cultura POP a battute e giochi di parole, si può arrivare anche a casi molto più estremi, alle volte persino offensivi. La grande, se non spesso totale, libertà di intervento e personalizzazione lasciata al grande pubblico ha come altra faccia della medaglia il fatto che i singoli utenti, all’interno delle loro modifiche, possono manifestare i loro pensieri e opinioni politiche. Nelle community, invero, le mod sono ormai usate anche come strumento di satira storico-politica. Tuttavia, anche queste forme di satira possono degenerare in estremismi di vario genere, inclusi il razzismo e/o il nazionalismo più esasperato; l’ambientazione storica in questi casi viene manipolata dai modder (cioè coloro che creano le mod) con l’intento di offendere e provocare la community. Capita spesso che questi lavori, compresi quelli più problematici e discutibili, vengano pubblicati senza nessun previo controllo nelle piattaforme ufficiali e, in assenza di tale controllo, riescono a rimanere su queste piattaforme per lunghi periodi di tempo In questo articolo verranno presi in esame alcuni esempi e come un editore (Paradox) gestisce queste situazioni in cui spesso si sconfina in un abuso pubblico (e politico) della storia.

Questo articolo è stato sottoposto a revisione in doppio cieco (double blind peer review)


Mod, historical game e Public History: il caso di The Org, forum del progetto Europa Barbarorum
Gabriele Sorrentino e Gian Luca Gonzato

Questo studio deriva da un intervento che i due autori hanno presentato alla quinta conferenza nazionale di AIPH che si è tenuta a Firenze dal 6 all’11 giugno 2023 nel panel dell’8 giugno. L’articolo intende riflettere sulle mod total conversion di un historical game quale pratica di co-partecipazione del pubblico alla costruzione di un prodotto storico e si concentrerà in particolare sulla mod Europa Barbarorum II del videogioco Medieval 2 Total War: Kingdom.

Questo articolo è stato sottoposto a revisione in doppio cieco (double blind peer review)


Tra il Monte Grappa e “Avanti Savoia”: dal gioco Battlefield 1 alle reazioni nelle comunità social
Gian Luca Gonzato

Molto è stato scritto circa le problematiche concernenti la rappresentazione della Grande guerra all’interno dei videogiochi, mentre meno attenzione è stata dedicata alle reazioni che si possono innescare quando un titolo ambientato durante il Primo conflitto mondiale si relaziona al passato nazionale di un utente. Che tipologia di comportamenti si possono sviluppare e in che modo il passato viene utilizzato all’interno delle community virtuali che si costruiscono attorno al gioco o in relazione a uno specifico territorio rappresentato nella simulazione ludica? L’articolo indaga questi aspetti in riferimento al titolo Battlefield 1 e al contesto italiano attraverso un’analisi di quattro pagine Facebook – due di appassionati del gioco e due di amanti dei luoghi del Monte Grappa – e mette in comparazione i risultati con quelli provenienti da uno studio condotto con Voyant Tools su di una base dati ottenuta riunendo i commenti a cinque video italiani della missione Avanti Savoia! Il testo intende quindi esaminare come il medium ludico stia modificando il modo in cui gli utenti si relazionano ad un determinato passato e, in questa prospettiva, proporre nuovi percorsi per future ricerche.

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Luoghi della memoria e odonomastica fascista: esperimenti di outdoor education
Antonio Spinelli

Una riflessione sullo spazio come ambiente educativo e una proposta di outdoor education legata ai luoghi della memoria fascista, dall’odonomastica ai monumenti, sfruttando la banca dati dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri di recente pubblicazione. Un modo coinvolgente per ri-significare e re-immagine le città che gli studenti e le studentesse abitano e attraversano quotidiatamente.

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Educare attraverso i luoghi: Bologna e la strage del due agosto 1980
Cinzia Venturoli

L’autrice descrive il progetto “Educare attraverso i luoghi: Bologna e la strage del due agosto 1980” e come attraverso esso sia possibile affrontare diversi nodi didattici ed educativi, dalla didattica del testimone (inclusa la loro progressiva scomparsa) all’insegnamento degli anni Settanta, dall’educazione all’aperto all’educazione civica, passando per la didattica dei luoghi e la Public History.


Un libro, una mostra e un viaggio: tre modi per affrontare (e rielaborare) Srebrenica
Chiara Nencioni

Nel corso delle guerre legate alla dissoluzione della Ex Jugoslavia (1991-1995), che hanno raggiunto picchi di inaudita violenza in Bosnia-Erzegovina, nella cittadina di Srebrenica, nel luglio 1995, è stato compiuto dalle truppe della Republika Srpska ai danni della popolazione bosniaco-musulmana ciò che il Tribunale Criminale della Ex Jugoslavia ha sentenziato come genocidio. Come raccontare questo recente genocidio nel cuore dell’Europa? Vengono qui forniti tre possibili approcci al tema, ovvero: attraverso la lettura di un agevole libro memorialistico; guardando (o ospitando a scuola) una mostra fotografica; compiendo un viaggio di scoperta e formazione a Srebrenica con il progetto Srebrenica City of Hope.


Resistenza e solidarietà: spunti di riflessione dall’11° Convegno ENRS
Chiara Nencioni

L’importanza del ruolo della resistenza e della solidarietà nel contesto dei conflitti del XX secolo e contemporanei, di fronte alle dittature e ai regimi autoritari del secolo scorso o tuttora presenti, è stata l’argomento dell’undicesimo symposium ENRS. L’idea alla base del symposium è la convinzione che sia necessario un dialogo sulla storia del secolo scorso, tenendo conto delle diverse sensibilità, esperienze e interpretazioni esistenti. Al centro della discussione ci sono state le espressioni di solidarietà meno evidenti nei vari contesti della cultura della memoria, delle arti, dell’economia, del diritto, dell’educazione, del giornalismo e dell’attivismo civico. L’articolo riflette su quali siano le buone pratiche che rendono efficaci queste espressioni di resistenza e solidarietà, cercando di fornire ai docenti spunti di riflessione per insegnare questi aspetti della storia recente e per contribuire con la loro didattica al processo di peace building e peace maintenance: visita a memoriali, allestimento di mostre, raccolta e rielaborazione di testimonianze, debate fra alunni di paesi diversi con passati diversi, riflessione sui regimi autoritari nei vari stati europei, sono alcuni degli strumenti utili per costruire una cultura di dialogo e per stimolare una riflessione sui valori democratici.


I luoghi tra storia e memorie: valorizzazione, contaminazione, mimetizzazione, oblio
Antonio Spinelli

L’autore riflette sui luoghi di memoria, partendo dal rapporto che ogni individuo sviluppa con il paesaggio circostante sia in solitario che in rapporto con la comunità. La definizione stessa di “luogo della memoria” è presa in esame e inserita all’interno di azioni e politiche tese al loro riconoscimento collettivo, alla loro contaminazione o risignificazione e, in qualche caso, anche al loro oblio.

L’articolo è la prima parte di un doppio contributo


A tavola con Mazzini e Garibaldi. Un gustoso incontro tra didattica e Public History
Alice De Matteo e Roberto Ibba

Negli ultimi decenni il tema del cibo è stato costantemente presente nel dibattito pubblico, sia nella sua espressione prettamente gastronomica, sia nelle sue rappresentazioni simboliche, storiche, religiose. Il contesto italiano fornisce quotidiani esempi di progetti che si pongono come obiettivo la valorizzazione territoriale attraverso la riscoperta (se non l’invenzione) di cibi tradizionali, spesso connessi alla salvaguardia e alla valorizzazione delle aree interne o dei borghi. Al fine di partecipare a questo interesse pubblico e storiografico, è nato il progetto dei due autori, intitolato A tavola con Mazzini e Garibaldi. che si propone, di studiare, rileggere e far rileggere (soprattutto a studenti e studentesse) la storia del Risorgimento utilizzando la chiave culturale del cibo e dell’alimentazione.


Il colpo di Stato in Cile tra storia e memoria
Chiara Nencioni

Nell’anno del 50° anniversario di quei fatti, l’autrice ripercorre cronologicamente le vicende che hanno portato al colpo di Stato in Cile. Il confronto tra la storia, arricchita di recente dalla desecretazione di alcuni documenti dell’Intelligence statunitense, e le parole di un testimone di quei giorni offre lo spunto per mettere a confronto racconto storico e racconto memoriale, oggettività e soggettività, per rilevare e capire dove la seconda può arricchire la prima e dove la prima deve necessariamente operare dei correttivi sulla seconda.


Il lago e la città. Questioni di sostenibilità ambientale
Patrizia Di Giuseppe

Il rapporto tra il contesto ambientale e gli insediamenti urbani costituisce una problematica complessa, che coinvolge anche il problema di scelte sostenibili/insostenibili e responsabili/irresponsabili adottate nel corso della storia di una città. L’esempio di Como è, da questo punto di vista, esemplare. Una relazione indissolubile, infatti, si è instaurata, fin dalle origini, fra Como e il suo lago. Lo studio di caso esplora questo rapporto attraverso documenti e mappe utili a ricostruire il caso particolare e a fornire i necessari strumenti per interpretare la questione in termini più generali.


Cefalonia e Corfù, settembre 1943: due proposte didattiche
Carlo Palumbo

Nel quadro degli eventi militari collegati alla proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre, la vicenda della divisione Acqui a Cefalonia e Corfù nel 1943 resta senz’altro la più significativa, non solo perché si tratta dell’azione più consistente di resistenza armata ai tedeschi tra quelle attuate nei giorni immediatamente successivi – e, almeno idealmente, può essere considerato, anche se questa interpretazione non è da tutti accettata, uno degli atti che apre la Resistenza al nazi-fascismo – ma perché rappresenta, per numero di vittime, la maggiore strage perpetrata dai tedeschi nel corso della Seconda guerra mondiale a danno di cittadini italiani e l’unico episodio in cui vengono uccisi in massa, dopo la resa, anche i soldati. Data la complessità dei fatti e la presenza di contrapposte memorie e interpretazioni, anche nell’ambito della storiografia più accreditata, essa può costituire un’importante palestra su cui impegnare gli studenti, perché possono operare sui documenti ufficiali, sulle testimonianze dei superstiti e dei testimoni, sul confronto dei testi di ricercatori e storici.


Un sentiero verso Fossoli: il tema dei campi di concentramento alla Scuola primaria
Gianluca Gabrielli

Come si può affrontare il tema dei campi di concentramento della Seconda guerra mondiale nella scuola primaria, dove teoricamente la storia contemporanea non dovrebbe essere insegnata? L’autore prova a dare una risposta con questa attività didattica.