Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco

Fondazione Benetton Studi Ricerche

ISSN Cartaceo: 1126-0890

Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco

La rivista, pubblicata sin dal 1995 dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con la collaborazione di Viella Libreria Editrice, vuol essere un contributo alla riflessione su caratteri e valori assunti dalle “cose del gioco” nel corso dei secoli, da quella dimensione ludica, appunto, connaturata con la vicenda umana, per molto tempo messa in ombra e oggi finalmente recuperata alla serietà degli studi. «Ludica» raccoglie interventi di carattere vario per natura, contenuti, ma soprattutto per le molteplici ottiche d’osservazione, all’intersezione tra campi diversi della ricerca, con attenzione particolare ai contesti storici e sociali. Anche la scelta dei secoli presi in esame dagli studi (compresi fra la tarda antichità e l’inizio del secolo XIX) vuole colmare un’altra lacuna nel campo della riflessione sulla storia del gioco, da sempre rivolta all’indagine dei ludi classici o degli sport contemporanei. I contributi vengono di norma pubblicati in lingua originale, accompagnati da riassunti in tre lingue, così da rispondere alle esigenze del panorama internazionale degli studi, offrendo un comune nodo di relazioni e di scambi.

The annals of the history and culture of games, published since 1995 by Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaboration with Viella Libreria Editrice, reopen the question of the historical centrality of leisure activities, the meaning of festive events and the role of sport. «Ludica» aims to illustrate the social and anthropological contexts of episodes that are often passed by in historical studies. The journal is open to innovative forms of research but without doctrinaire insistence. It seeks to reinforce the critical evaluation of behavioural patterns and attitudes that have assumed considerable importance in a society in which cultural “fashions” are common and leisure time is on the increase. It is fields that are too often classified as “not very serious” and are therefore neglected that become the most fertile fields of research and yield the most striking insights. The journal ranges widely, from investigative studies to documentation and from unadorned data sets to extended treatments of single topics, exercising the highest standards in the selection of materials and scrupulous editing. Contributions are usually published in their original language, with summaries in three languages, the intention being to create a common ground for contact and exchange for the international scholarly community as well as experts in this specific field.